Voglio raccontarvi una storia, una bellissima storia!

Un giorno di tanto tempo fa un arzillo giovanotto, visionario e volitivo cominciò a preparare il gelato in un mastello a ghiaccio e sale in un piccolo borgo del Gargano: Mattinata. Era il 1933 e lui si chiamava Angelo Gabriele di Mauro, mio nonno.

Era arrivato li dal suo paese natio in montagna, dove aveva imparato il mestiere del calzolaio.

Con i suoi giovanissimi figli aveva commercializzato fino ad allora in  petrolio per lucerne e in pesce povero, in mandorle e in prodotti coloniali, per assicurare alla sua famiglia un futuro di progresso.

Così come fanno i gechi nelle sere calde d’estate, quando scendono dalle loro tane sui muri bianchi delle case per andar in cerca di cibo.

L’Italia del dopoguerra, provata ma orgogliosa, sorrideva agli uomini come mio nonno e ai suoi figli, ristoratori d’avanguardia fra i primi in assoluto del nostro territorio.

Mi chiamo come lui ma per la famiglia, gli amici, i clienti sono sempre stato Gabrielino.

Come lui sono un uomo fortunato perché faccio un lavoro che amo e che non lascerei fare a nessun’altro al posto mio. Nella mia vita ho voluto fare sempre e solo il gelato.

Questa è la mia storia, una storia unica come quella di tante famiglie che hanno votato la propria esistenza ad un sogno, contribuendo, ogni giorno, a renderlo realtà.

Mattinata, aprile 2011

Gabrielino